The couple sleeping under the duvet. evening night time. view from above

Insonnia? Basta contare le pecore: la scienza suggerisce (finalmente) il rimedio più piacevole

Quante volte avete fissato il soffitto alle tre di notte, cercando di negoziare una tregua con l’insonnia e pregando che il vicino smettesse con qualunque baccano stesse facendo, o che la sveglia esplodesse spontaneamente? Probabilmente le avete già provate tutte: le tisane alla valeriana che sanno di erba tagliata, le app di meditazione con voci rilassanti che invece fanno venire un nervoso boia, o l’ultima spiaggia, i sonniferi, che sì, fanno dormire, ma fanno svegliare con la lucidità mentale di un bradipo in coma farmacologico.

Ebbene, la scienza ha deciso di mettere da parte il rigore accademico per regalarci una notizia che, sorpresa delle sorprese, farà piacere a chiunque: tranne forse a chi al momento è single. Ma anche in quel caso, una soluzione c’è. Pare che la cura per l’insonnia non si trovi in farmacia, ma sotto le lenzuola.

La scoperta del secolo (o giù di lì)

Il dottor Douglas Kirsch, un uomo che probabilmente ha passato fin troppe notti insonni a guardare altre persone dormire, ha presentato uno studio alle Associated Professional Sleep Societies che potremmo definire tanto piacevole quanto necessario.

Il risultato? Tre adulti su quattro giurano che, dopo un rapporto sessuale, il sonno arriva non solo più in fretta ma anche meglio. Il 64% dei partecipanti si è spinto a dire che, al confronto, i sonniferi sono roba da dilettanti: meglio un orgasmo di una pasticca chimica. Finalmente una statistica che non riguarda il PIL o le bollette che salgono, ma qualcosa di decisamente più elettrizzante. L’unica difficoltà è non appisolarsi durante l’atto.

Il cocktail chimico del piacere

Perché succede? Ovviamente la scienza dà la colpa a ossitocina ed endorfine, quel cocktail di “ormoni della felicità” che il corpo rilascia quando ci dedichiamo a qualcosa di piuttosto divertente. In pratica, il cervello entra in “modalità sonno” perché è troppo occupato a godersi la beatitudine post-coitale. È il modo in cui la natura vi dice: “Bene, ti sei impegnato, ora vai a dormire così domani puoi tornare a essere un membro produttivo della società.”

Il solito “ma” degli scienziati

Naturalmente la scienza non può lasciarci godere il momento senza infilarci un pizzico di noia accademica. Gli stessi ricercatori, sempre pronti a rovinare l’atmosfera, si chiedono: “Ma non sarà che si dorme meglio semplicemente perché si è in una relazione felice?” Insomma, lasciano intendere che il merito non sia tutto della ginnastica sotto le coperte, ma anche della vicinanza emotiva, dell’armonia di coppia, o di altre amenità romantiche del genere.

Grazie, dottor Kirsch, per averci ricordato che persino il sesso validato scientificamente può essere ridotto a una questione di “benessere psicologico.”

Conclusione

Quindi, la prossima volta che vi ritrovate a fissare il buio della camera da letto come fosse un abisso, prima di aprire l’armadietto dei medicinali o ordinare online quel cuscino in memory foam da 200 sterline, spogliatevi e lasciate fare alla natura.

La scienza non avrà ancora tutte le risposte, ma in questo caso ci regala un consiglio pratico decisamente più divertente che contare pecore che saltano una staccionata. E se non altro, anche se non vi guarisce l’insonnia, avrete passato il tempo in un modo molto più piacevole che maledire il sonno perduto.

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